domenica, marzo 14, 2010

Sunday Morning Réveil
Never Will I Walk
E' quando non hai altra scelta di formato e ti ritrovi ad ascoltare ad libitum una canzone sul player del suo video che capisci che forse hai per le orecchie un piccolo capolavoro. Ma chissà da dove viene e se mai verrà fuori dalle strette pieghe degli m-blog.
Never Will I Walk è il primo singolo di Marcescant, prossimo album di BB, conosciuto (!?) già come Ben & Buno. Un impasto vocale esile con una cadenza che ricorda Nick Drake e pochi altri elementi messi in circolo a completare il sussurrio di questa dichiarazione che più che d'amore è di dipendenza, di resa.


martedì, marzo 09, 2010

Oh The Divorces, Oh Jens

Oh, The Divorces! per ora è l'unico assaggio di Love and Its Opposite, nuovo album dell'ex Marine Girls Tracey Thorn, a Maggio su Merge e Strange Feeling (etichetta di Ben Watt, marito ed suo compagno nei più celebri Everything But The Girl).
Il singolo in free download è una ballata al pianoforte dove l'ex elettropopper spezzacuori, accantonati i romanticismi adolescenziali, con toni calmi e rassicuranti, la solita voce spaventosamente intonata canta con lucidità sull'imposiibilità dell'amore eterno.

"Oh Jens, oh Jens
Your songs seem to look through a different lens
You're still so young
Love ends just as easy as it's begun"

E c'è anche Jens Lekmam che viene tirato tutto dentro in questi versi e più che una citazione sembra proprio beccarsi una svegliata da parte della sua amica. Il cantautore svedese che aveva già cantato con Tracey per il ventennale della Merge, sarà tra gli illustri ospiti del disco con una cover di Lee Hazlewood.

giovedì, marzo 04, 2010

A Classic Education a Firenze

Per quelli più aggiornati di voi non sarà una novità sapere che domani Venerdì 5 Marzo gli A Classic Education saranno in concerto a Firenze. La straordinarietà dell'evento sta nel fatto che sarà il primo live di sempre del sestetto pop dall'altro lato dell'Appennino Tosco-Emiliano. La band di base a Bologna, per un po' canadese, a tratti benacense (e chissà cos'altro), inaugura inoltre il primo venerdì di concerti all'Exfila Club, serata questa che si aggiunge al giovedì e al sabato per completare così il weekend di musica dal vivo del Circolo Arci fiorentino di Via Leto Casini (map).

Un primo ep in vinile autoprodotto, un sette pollici per Bailiwick, due cover, un singolo in free download su Holiday Records, suonati mille volte a La Belle Epop su Novaradio e segnalati qua e nel blog, per l'occasione non restava che presentarveli con le loro stesse parole.
Ecco qui una interessante chiacchierata con Jonathan Clancy e Luca Mazzieri.
Finalmente in Toscana! Scorrendo la lista delle date dal vivo ho notato che grosso modo il numero dei vostri concerti in Inghilterra e Stati Uniti pareggia il conto di quelli in Italia. Singolare, ma come mai, c'è una precisa scelta dietro?
J: Ma semplicemente vogliamo confrontarci con i posti che ci ispirano anche musicalmente, vedere città e paesi nuovi. Tanto non suoniamo per i soldi, ci rimettiamo sempre, vogliamo solo provare emozioni su un palco lontano da casa, divertirci assieme e suonare queste canzoni che sentiamo veramente dentro. Alla fine ti rendi conto che suonare lontano da casa spesso è più semplice di quanto sembri, basta adattarsi a qualsiasi situazione e un minimo di sbattimento. Però ci piace suonare anche qua, ci mancherebbe, in questo weekend la doppietta Firenze-Roma ci esalta tantissimo, siamo in fibrillazione per queste due date, non abbiamo mai suonato con A Classic Education in nessuno dei due posti.

Ci racconti in breve la storia degli A Classic Education finora, e come, i diversi componenti venendo da altre esperienze musicali, hanno deciso di suonare insieme?
J: Siamo nati un paio di anni fa, inizialmente io, Paul e Luca, poi per strada o anche dentro casa (!) abbiamo tirato su Federico, Giulia e Il Maestro (Stefano). Il progetto è nato per affinità musicali e anche per un sentir comune. Con Paul ho bene o male sempre suonato, Luca mi è stato presentato da Giulia, anzi presentato sulla carta, ci siamo studiati a distanza e poi via mail ci siamo sentiti: mi ricordo ancora l'estate sul lago di Garda, in spiaggia, ho detto a Giulia "Allora che dici? Quel tipo mi ispira, come gusti, come tutto, devo sentirlo". E per fortuna è andata bene. Paul e io siamo come fratelli, non sai quanti progetti dal noise terrorista al blues-punk abbiamo messo su. Poi beh Federico, era perfetto, al momento giusto, serviva un batterista per le prime registrazioni e la solidità di un rosso come lui. Giulia che dire, non sono la persona indicata forse per parlarne, era per me naturale, suonare assieme è il massimo. E poi l'uomo del lago, anche qua consigliato da Giulia, suo amico da anni fa, il Maestro Stefano, ineccepibile, è la ciliegina che completa la famiglia!

Ti ricordi quale tipo di musica ti ha fatto pensare che avresti voluto essere tu stesso in una band e quando invece il pop si è preso un posto importante per la prima volta nei tuoi gusti di ascoltatore?
J: Sai che non saprei dirti, mi sembra di voler essere in una band da sempre, sicuramente già a 14 anni era così! Una artista che mi ha ispirato da piccolo era Annie Lennox: a 8-9 anni io e mia sorella con una candela come microfono ballavamo in salotto i suoi pezzi mimando le canzoni. Quando ho iniziato a 15-16 anni a vedere i primi concerti di band più "piccole" ho capito che si poteva fare il salto di correre sul palco.

Cosa è cambiato nel sound dai primi concerti del 2007, mi viene in mente il primo che ho visto, quello di Ferrara Sotto Le Stelle di supporto agli Arcade Fire per esempio, agli ultimi in giro per i club di New York?
J: Mah per noi dentro molto, soprattutto nell'ultimo periodo, siamo un po' cambiati musicalmente, i pezzi sono un po' meno epici e più intimi, in punta di piedi, anche un pelo più sporchi forse.

Ci sono dei luoghi ai quali siete legati come band? Avete già immaginato dove e quando registrare un ipotetico primo album?
J: Lago di Garda e Bombanella (vicino a Modena) sono due posti importanti per noi, si è sviluppato tutto lì. Un pezzo di cuore devo dire che l'abbiamo lasciato anche in Austin e a New York le due volte che siamo andati. Poi l'ostello St Simeon a Londra, una seconda casa, i bulgari che lo gestiscono sempre siano lodati!

E' stato facile in un gruppo di sei elementi scegliere di rifare Toi di Gilbert Becaud e Spanish Harlem di Phil Spector?
J: Facilissimo, avevo in mente i due pezzi, è piaciuta a tutti l'idea di farle, poi conosciamo abbastanza bene i gusti di ognuno, ci fidiamo! Quelle due canzoni ci sembravano perfette, ci hanno anche aiutato a capire meglio cosa volevamo fare con i pezzi nuovi.

Personalmente adoro le band che rifanno cover di vecchie canzoni di epoche molto precedenti, tempi in cui il discorso di promozione della musica era ben diverso da quello attuale dominato dagli m-blog ed mp3.
Dalla tua esperienza di lettore e musicista, di questi tempi e per una band poco conosciuta, possono le cover essere una via più breve e incisiva per incuriosire il bulimico fruitore di blog musicali?

J: Mah dipende, se rifai pezzi del momento magari sì, sennò non saprei. Sicuramente un minimo può aiutare, però sì, devi scegliere artisti del momento, non di 40 anni fa (hehe...). Alla fine quello che conta è che la cover sia fatta bene, che aggiunga qualcosa di nuovo o di diverso al pezzo originale, che riesca ad emozionare.
Io stesso ho scoperto molta musica così. Ci si mette un attimo anche a rimanere imprigionati nel ruolo di quello che ha fatto la cover...

Due prime assolute a Firenze e Roma e poi via in Texas a suonare per il secondo anno consecutivo al SXSW. Per quanto possa essere stata straordinaria la prima volta al super festival di Austin, c'è qualche aspetto sul quale a questo giro volete aggiustare il tiro in base all'esperienza passata?
L: Consapevolezza. l'anno scorso era un po' ACE in Wonderland, cosi' sopra alle aspettative che tutto quello che arrivava sembrava un regalo.
Quest'anno siamo ACE al SXSW: penso sia anche frutto dei nostri sacrifici e del nostro lavoro, che un po' ce lo stiamo guadagnando. I pezzi che portiamo li sentiamo totalmente nostri.
Direi tutto ciò si sentirà nei live.
Dal punto di vista tecnico/pratico vorrei diventassimo più "agili" nel montare la strumentazione (hehe...)

Ultima classica domanda. What's next?
L: Margarita, please...

Venerdì 5 Marzo - Exfila Club dalle 22.30
A Classic Education + La Belle Epop djset

mercoledì, marzo 03, 2010

Quarantine the future



Sarà forse vero quanto dice Stephen, che non puoi mettere in quarantena il passato. Proviamo allora a farlo con il futuro, quello che per nove mesi vedrà i Pavement in tour ovunque. Dopotutto è il 2010, babe.

Matthew Perpetua, tra i primi a pubblicare la setlist del concerto di Auckland, con Pavement Live 2010 conta di collezionare qualsiasi cosa accadrà alla band di Stockton di qui alla fine del tour mondiale, un tumblr aperto a tutti dove chiunque presente ai concerti potrà mettere in scatola la propria esperienza vissuta al live.

Ma se dieci anni di tecnologia e musica non sono passati invano allora è altrettanto interessante il modo in cui la piccola etichetta inglese Flighty Little Angels è riuscita a coinvolgere una manciata di minuscole band (mi pare di riconoscere solo gli Horowitz) per una raccolta di canzoni che non sembra affatto dissacrare l'intoccabile materia prima con la quale i gruppi si sono cimentati nell'arte della cover. Qui in free download Show Me A Word That Rhymes With Pavement. Bel gioco scegliere la preferita e cercare qualche info su chi la suona. La mia è una Shady Lane che si riconosce a stento in versione acustica suonata da Rod Jones, quello lì.

E poteva mancare sull'argomento l'autorevole parere dell'arbitro della vacuità indie Hipster Runoff? Certo poteva fare di meglio, mi pare scontata come invettiva quella che ironizza sui kids di oggi che salirebbero entusiasti sul carro degli anni 90 solo perché 90s are coming back ’so hard’ o if you get into Pavement in the 2k10s, you are double alt / not very alt at all.
Oh My God, Oh Your God, Oh His God, Oh Her God, siamo talmente alt da aver fatto il giro completo per diventare main.

(♫) The Dead Cassettes - Gold Soudz
(♫) Rod Jones - Shady Lane

RomaPopFest!

Sarà difficile credere a quanto accadrà a Roma in questo weekend per chi in Italia è solito seguire una certa realtà musicale indipendente, ormai adulta, sottilmente bistrattata dai più, mai troppo pubblicizzata per discrezione dei suoi seguaci, come la scena indiepop. A partire da domani la capitale farà a compagnia a Londra, New York, San Francisco, New England e Copenhagen, nell'elenco dei posti del mondo in cui si svolgono le PopFest.

Bisogna fare i complimenti alle bimbe di Frigopop! se sono riuscite a creare la RomaPopFest! e assemblare tre giorni di concerti, banchetti, esposizioni e dj set a tema indiepop. Ve pare poco?
Qui trovate tutte le info del caso e qui le presentazioni di tutte le band italiane e non coinvolte in questa festa - che, per inciso, io avrei almeno sottotitolato DajePop!
Insomma, cercatevi una vespa e annateci!

martedì, marzo 02, 2010

La citazione della celebrazione dell'omaggio della scomparsa



Allo Darlin', nuova eroina del twee pop inglese incontrata su un treno all'Indietracks del 2008, rivista come parte di Tender Trap in quello del 2009, dovrebbe uscire quest'anno su Fortuna Pop con il primo vero album. Polaroid Song è il primo assaggio presentatoci qualche mese fa dall'omonimo esperto in materia. Come il singolo si annunciava "a breezy, bouncy, eighties-style pop song that could have come straight from the soundtrack of a John Hughes movie, it was inspired by Polaroid’s decision to stop manufacturing the iconic film", così il video, fresco di produzione, è un chiaro omaggio a Hughes, regista padrino del Bratpack da poco scomparso e a uno dei suoi film qui più amati come The Breakfast Club. Citazioni di cinematografia pop e revivalismo vintage fotografico a parte, il brano (già detto qui) non vi ricorda un po' Plenty Is Never Enough dei Tenement Halls?

(♫) Allo Darlin' - Polaroid Song

martedì, febbraio 23, 2010

This fan video is ACE



Io amo i fan video. Soprattutto questo.

domenica, febbraio 21, 2010

Sunday Morning Réveil
Svedesi a Sud
Tornano i Club 8 con la ritmatissima bossa di Western Hospitality.
Dopo l'ultimo The Boy Who Couldn't Stop Dreaming, a Maggio uscirà People's Record, ennesimo album del duo svedese, ancora per Labrador (etichetta che fa capo proprio a Johan Angergård, una metà dei Club 8), pare molto influenzato dai recenti viaggi della band in America Latina, dalle percussioni caraibiche e i ritmi africani.
Così siamo certi che la label scandinava ci terrà compagnia per tutta la primavera dal momento che questa release sarà preceduta dalla nuova fatica di Sambassadeur, European, e l'attesissimo Clinging To A Scheme dei Radio Dept.

venerdì, febbraio 12, 2010

In the ukulele over the kazoo

Jeff Magnum e i Neutral Milk Hotel sono dei giganti che hanno fondato un culto il cui testo sacro e senza tempo è In The Aeroplane Over The Sea. Madeline Ava è una ragazzina del Tennessee che deve avere una forte passione per le piccole cose, i piccoli animali, i piccoli strumenti, le piccole canzoni. E se non sono piccole lei ha comunque il talento di ridurle in scala, ridimensionarle dando loro forme per farle stare bene con il suo ukulele e il suo kazoo. La diciottenne di Knoxville ha reinterpretato dall'inizio alla fine il secondo album della band del collettivo Elephant 6 intitolandolo In The Aeroplane Over The Sea (except not really), così per gioco: "I was just sitting in my room one day and thought, I bet I could play every single one of these songs. So I decided I would try it and recorded it".
Un delizioso mini album dalla fragilità uguale e contraria all'originale, dove il folk rock drammatico è solo lo sfondo da cui un'arrangiamento semplice parte per arrivare a sfiorare vette twee pop che sorprenderebbero anche Magnum. Giusto concedere mezz'ora di adorazione anche per i discepoli.

(♫) Madeline Ava - In The Aeroplane Over The Sea
(♫) Madeline Ava - Two-Headed Boy

(thnx to zonda)

giovedì, febbraio 11, 2010

Let's call it Plan PDF

Plan B, la miglior rivista musicale mai passata tra le mie dita (Losing Today versione italiana a parte) ha chiuso i battenti l'estate scorsa. Così, out of the blue, a metà anno, con gli abbonamenti già incassati, venne comunicata la triste fine attraverso le parole del fondatore Everett True con la quale veniva dato il benservito al duro mondo della carta stampata musicale.
A tirare su gli animi dei lettori orfani ora la possibilità di avere sul desktop una bellissima raccolta di tutti i numeri della rivista in pdf agilmente reperibile via torrent. Con un semplice mela+f si possono trovare recensioni, interviste e scritti meravigliosi. Un po' come archiviare un fragile passato di carta in un formato resistente al futuro.

sabato, febbraio 06, 2010

Rebellion (Lip Dub)

Impossessiamoci della scuola e facciamola diventare un set cinematografico e poi chiamiamo i nostri compagni e coinvolgiamoli tutti, nerd, sportivi, rocker rapper punk, skaters, secchioni, fighetti, cheer leader, outsider e reginette, organizziamoci in gruppi, sparpagliamoci nei corridoi, vestiamoci come ci pare, inventiamoci qualcosa, diamogli un senso, non diamoglielo, è il nostro inno, è la nostra scuola, è la nostra età.
Ti ricordi di quando ascoltavamo gli Arcade Fire all'università?



[♫] Arcade Fire - Rebellion (Lies)

(via perpetua)

venerdì, gennaio 22, 2010

Nothing could keep you a child

[pic]
Se ne parlava proprio ieri in radio degli Hot Chip che stanno per uscire con il nuovo One Life Stand, a dire il vero si ricordavano con più entusiasmo i tempi dell'ottimo The Warning.
Ecco, ora spiegare perché un singolo riuscitissimo di quell'album come Boy From School sia altrettanto bello ma in maniera diversa, educata e commovente, violentemente folk, come in questa versione suonata dai Grizzly Bear per l'emittente radiofonica australiana Triple J, è piuttosto complicato e probabilmente pointless.
Cose che accadono alle canzoni pop che rasentano la perfezione rifatte da band dal talento cristallino.

(♫) Grizzly Bear - Boy From School (Hot Chip cover)
(♫) Hot Chip - Boy From School
(via)

giovedì, gennaio 21, 2010

I am with the band

Il videomaker indipendente Michael Reich, già dietro la cinepresa per The Shins e Crystal Antlers, è l'ideatore di Videothing, una sito che raccoglie i suoi video a bassa fedeltà ma di certo non amatoriali. Un po' come le band che in quelle immagini lui cattura.
Nella clip mostra come sarebbe viaggiare verso Nottingham con i Girls partendo da una cucina di Bristol, guardare qualche porno in van con loro, comprare vestiti ai saldi e poi vederli suonare dal vivo a Nottingham.
Per la serie: accontentiamoci, dal momento che tra poco torneranno in tour in Europa ma non Italia.


(via p4k)

martedì, gennaio 19, 2010

Romance is boring

Los Campesinos!, il collettivo indiepop di Cardiff con Romance Is Boring è già al terzo album. Prima di sentire tutte e quindici le canzoni che lo compongono mi sono soffermato ad ascoltare solo il secondo singolo estratto dal lotto: la title track, tre parole banali per una mezza verità, con la nuova voce femminile (di Kim credo) a duettare con il solito logorroico capo Gareth che prima dell'ultimo ritornello si cimenta nel rifare una strofa à la Art Brut con il parlato di Eddie Argos. Non male.
C'è anche un video, a varie miglia di distanza dall'immaginario campesino, che potrebbe per colori accesi e inattesa violenza essere stato sceneggiato da Palahniuk. Il disco esce la settimana prossima e chissà quali carte si saranno giocati a questo giro.



(♫) Los Campesinos! - Romance Is Boring
Il singolo uscirà su 7'' il prossimo 15 Febbraio, la band lo consiglia come idea regalo di San Valentino per colei o colui che si detesti.

domenica, gennaio 17, 2010

Sunday Morning Réveil
whooosh-ing guitar

(7" on True Panther)