mercoledì 19 maggio 2010
Show me something new
Purtroppo non c'è stato tempo e modo di scrivere di Work, il terzo album, bello ancora una volta, degli Shout Out Louds. Anche il live prenotato per Londra è saltato per cause naturali. Almeno in radio abbiamo dato ampio spazio, lo abbiamo suonato molte volte e finché non diventeranno troppe continueremo a farlo.
Questo è il video di Show Me Something New, traccia che ricordo di aver scelto in una delle puntate de La Belle Epop quale esempio più chiaro di una coesione tutta nuova nella band svedese e un sound rock compatto e maturo come mai prima. La regia è del bassista Ted Malmros. Tutti in apnea, tutti nella stessa barca.
martedì 18 maggio 2010
This is why events unnerve me
Il 18 Maggio di trenta anni fa moriva Ian Curtis. Nel decennio successivo i miei gusti musicali erano confusi e appena in embrione, non ascoltavo i Joy Division e non leggevo Rumore.Oggi recupero questo articolo di Fabio De Luca del '95 e la compilation pubblicata dalla Vox Pop nell'89 dove, tra gli altri gruppi del sottobosco italiano del tempo che rendono omaggio alla band di Manchester, sbrocco letteralmente nel ritrovare gli Allison Run del (mio mito) brindisino Amerigo Verardi, poi leader degli immensi Lula, dei Lotus e infine produttore delle prime cose dei Baustelle e Virginiana Miller, a rifare Ceremony.
Campanilismi a parte, vale proprio la pena sia la lettura che l'ascolto della raccolta. RIP Ian.
venerdì 7 maggio 2010
What would Brian Eno do?
Siamo talmente fissati con qualsiasi cosa provenga dall'indirizzo di Versailles dove abitano i Phoenix o sia a loro correlata che segnaliamo anche questa che non hanno fatto. Non hanno remixato Foreground dei Grizzly Bear sebbene la stessa band americana glielo avesse chiesto. "We never found the boldness to mess with their beautiful songs". Ognuno se lo faccia da sé, il DIY remix.
martedì 4 maggio 2010
The Like
Delle sole quattro canzoni in ascolto sul myspace ti annoi abbastanza presto. Ma di divertente c'è sicuramente He's Not A Boy, una spolverata di anni 60, il sempre ottimo giro di accordi girl group da vestitini ye-ye con cui è inevitabile non andare in pista.
Per l'accusa di emulazione delle Pippettes si aspetta l'uscita del disco. C'è da dire a loro discolpa che sono una band da dieci anni: erano appena adolescenti incazzate e figlie di importanti nomi dell'industria discografica americana ai tempi dell'esordio su Geffen. Ora sono belle come le Pippettes, suonano alle sfilate di moda e a dispetto delle prime hanno gli strumenti in mano e sembrano utilizzarli. E potevano mancare gli sponsor? Release Me, l'album in uscita in estate glielo produce Mark Ronson, il video di Fair Game l'hanno girato con Gia, l'ultima delle Coppola e tra i fan possono vantare Bill "ci parlo io con gli sbirri" Murray. Quello che si dice un ragguardevole entourage.
(♫) The Like - Fair Game
sabato 1 maggio 2010
martedì 20 aprile 2010
Brillanti canadesi
(photo by Gilulia Mazza)Il canadese John O’Regan è l'unico componente della sua band, Diamond Rings, un pop act che oltre allo smalto, il trucco di Bowie e i leggins è fondato su una voce calma e bassa di natura, una chitarra di seconda mano, un laptop in prestito e una tastiera rubata. L'immaginario è molto charming pop asessuato anni 80, la leggiadria e stazza sono quelle del primo Morrissey (guardate la copertina del 7'' di Wait & See pubblicato per la tedesca Tomlab). Per ora due singoli e una cover (On Fire dei Sebadoh, qui live al SXSW) in cui al primo ascolto sei già dentro e come tutte le buone ricette pop ne vuoi ancora e oltre, grazie anche ai video che li accompagnano.
Se potessi consiglierei di scegliersi come nume tutelare Owen Pallet e non Patrick Wolf. Vedremo quale sarà il suo indirizzo quando nella seconda parte dell'anno uscirà il disco Special Affections.
Per ora non proviamo nemmeno a chiederci perché questa volta ci entusiasmiamo per un ragazzino che canta frasi come "cause in the winter weather I'll lend you my warmest sweater, I would not want you to get cold, no-oh oh" indossando quel tipo di calzamaglia che su Vice andrebbe per direttissima tra i DON'Ts. Sarà perché ha su anche la canotta da basket dei poveri estinti Seattle Sonics?
(♫) Diamond Rings - All Yr Songs
(♫) Diamond Rings - Wait & See
sabato 17 aprile 2010
Altro Oggi Exfila Firenze
E' quello che mi chiese Massi mentre citavo confusamente alcune parole di Passato.Ricordo poco lucidamente e potrebbe non essere accaduto che in una notte di viaggio di ritorno dalla Spagna, nel marasma di una grossa emicrania da mancanza di sonno protratta per giorni vennero fuori gli Altro. Si decise con pochi cenni che i loro versi che stavano affollando i cervelli in panne in quel momento, entro la fine della stagione sarebbero stati suonati all'Exfila, un po' casa nostra.
Per dire che stasera gli Altro e il loro punk ridotto all'osso, saranno in concerto all'Exfila di Firenze, il club con la radio in mezzo, quella dove ogni settimana va in onda La Belle Epop. Ed è bello pensare che quella che una volta era la fabbrica di matite e colori FILA ospiterà oggi uno degli illustratori più apprezzati della sua generazione, Alessandro Baronciani, fulcro degli Altro e punker di vecchia data. Ad aprire per la band pesarese i pratesi Kill The Nice Guys e in mezzo, prima e dopo, da qualche parte la selezione musicale del sottoscritto.
Ma ci sono gli Altro, i loro testi haiku scarni e genuini, l'estetica candida di mini rivoluzione personale, e solo questo è fondamentale.
(♫) Altro - Passato (video)
(♫) Altro - 31/12 (video)
mercoledì 14 aprile 2010
Ask her out
The Young Friends sono un coppia di sbarbi dell'Arizona troppo acerbi e con le posa sempre pronta per lasciarceli scappare. Loro si definiscono post surf, hanno le chitarre effettate a posta con i ritmi e i coretti giusti per l'handclapping, impossibile non sorridere e pensare ai The Drums in versione analcolica e high school. Sono troppo giovani, si diceva, per prenderci in giro e convincere di originalità ma hanno un singolo che si intitola Make Out Point* e slogan da smemoranda, dunque gli si perdona qualsiasi cosa.(♫) The Young Friends - Make Out Point
martedì 13 aprile 2010
The chapter in pop entitled San Francisco
Provando a ricordare canzoni su San Francisco, così senza Google, mi vengono in mente cose recenti come la b-side dei Girls Life In San Francisco, la commovente (e attualissima) The Chapter In Your Life Entitled San Francisco degli ormai ex Lucksmiths, la carichissima Fake Tale Of San Francisco degli Arctic Monkey degli esordi e San Francisco, saltellante brano del primo disco della peperina svedese Hello Saferide.
Ma qualcuno più enciclopedico di me potrebbe sicuramente metter su facile un mixtape di canzoni dedicate alla città delle colline e della baia.
La spinta allo sforzo di memoria me la dà Mayer Hawthorne che rifà un classico degli anni 50 intitolato I Left My Heart In San Francisco. Come al solito mai troppo restio a giocare e rompere gli stereotipi, il genietto Mayer fa accompagnare il brano da questo video dedicato ai padroni della città, manco a dirlo, gli skaters (sì, di nuovo). Dietro la cover c'è la Stones Throw che per l'ultima data del tour di Hawthorne proprio a SF ha messo in vendita magliette disegnate ad hoc e caricato in una penna USB a forma di cuore (sì, di nuovo) la ballatona che, in linea con le atmosfere dell'ultimo A Strange Arrangement, potrebbe tranquillamente passare per sua.
Ho dubbi però che sia in realtà uno skatepark il luogo dove il dj, cantante soul e produttore americano abbia più precisamente lasciato il suo cuore.
(♫) Mayer Hawthorne - I Left My Heart In San Francisco
(♫) Tony Bennett - I Left My Heart In San Francisco
Ma qualcuno più enciclopedico di me potrebbe sicuramente metter su facile un mixtape di canzoni dedicate alla città delle colline e della baia.
La spinta allo sforzo di memoria me la dà Mayer Hawthorne che rifà un classico degli anni 50 intitolato I Left My Heart In San Francisco. Come al solito mai troppo restio a giocare e rompere gli stereotipi, il genietto Mayer fa accompagnare il brano da questo video dedicato ai padroni della città, manco a dirlo, gli skaters (sì, di nuovo). Dietro la cover c'è la Stones Throw che per l'ultima data del tour di Hawthorne proprio a SF ha messo in vendita magliette disegnate ad hoc e caricato in una penna USB a forma di cuore (sì, di nuovo) la ballatona che, in linea con le atmosfere dell'ultimo A Strange Arrangement, potrebbe tranquillamente passare per sua.Ho dubbi però che sia in realtà uno skatepark il luogo dove il dj, cantante soul e produttore americano abbia più precisamente lasciato il suo cuore.
(♫) Mayer Hawthorne - I Left My Heart In San Francisco
(♫) Tony Bennett - I Left My Heart In San Francisco
venerdì 2 aprile 2010
Transformer
E per fortuna ci sono questi due gruppi di giovanotti e ragazzine, Male Bonding più Vivian Girls, che cantano Lou Reed stonati come in gita con la faccia pulita e senza robaccia nelle vene. Tutto questo può non avere nessun senso se non quello di ricordarmi che ogni tanto qualche disco vecchio ma ancora arzillo come quelli che non se ne fanno più si può anche rimettere sul piatto con leggerezza, senza sentirsi in dovere di tirare nessuna somma. Nell'attesa di una giornata perfetta all'aperto di una nuova città.
Iscriviti a:
Post (Atom)